Open Badge, sempre più grandi enti li adottano
Negli ultimi anni, parlare di competenze non significa più soltanto elencare titoli di studio o attestati cartacei. Sempre più enti pubblici e privati stanno scegliendo di raccontare il valore reale delle persone attraverso Open Badge, certificazioni digitali che rendono visibili, verificabili e condivisibili le competenze acquisite. I casi di Syllabus, Fondazione Mondo Digitale, CUOA Business School e Sanoma Italia mostrano chiaramente che non si tratta di una sperimentazione che resta al margine, ma di una scelta strategica adottata da realtà solide, riconosciute e con una visione proiettata nel futuro.
Cosa dimostrano questi esempi concreti
La piattaforma Syllabus, riferimento nazionale per la formazione della Pubblica Amministrazione, utilizza gli Open Badge per certificare le competenze del personale pubblico, aprendo a loro le porte al digitale, accompagnando la persona nel suo percorso senza restare confinata a un singolo corso.
La Fondazione Mondo Digitale li impiega per valorizzare competenze formali e informali, collegandole a framework europei e rendendole leggibili anche a contesti più ampi di quelli in cui sono state apprese.
La CUOA Business School, da anni punto di riferimento per la formazione manageriale, ha scelto gli Open Badge per rendere immediatamente comprensibili e verificabili le competenze sviluppate nei percorsi executive e MBA.
Sanoma Italia, infine, li integra nella formazione di docenti e studenti per affiancare agli attestati tradizionali uno strumento moderno, pensato per il mondo digitale e professionale di oggi.
Il messaggio che arriva da queste esperienze è che gli Open Badge funzionano perché sono standard aperti, riconosciuti a livello internazionale. Essi permettono a chi rilascia una certificazione di spiegare in modo trasparente cosa c’è e chi c’è dietro un percorso formativo.
Una scelta strategica anche per altre organizzazioni
Quando enti così diversi per natura e dimensione scelgono lo stesso standard, il valore non è solo tecnologico, ma culturale. Significa dire a studenti, lavoratori e aziende che le competenze contano davvero e che meritano uno strumento adeguato per essere viste da tutti. Per un’organizzazione che ancora non utilizza gli Open Badge, questi esempi sono un invito concreto a fare un passo in avanti verso un linguaggio condiviso che aumenta la credibilità delle certificazioni rilasciate.
Usare Open Badge significa offrire alle persone qualcosa che dura nel tempo, che può essere condiviso su un curriculum o su LinkedIn, che può essere verificato da chiunque e che non perde valore quando cambia la piattaforma o il contesto. È anche un segnale forte verso l’innovazione, la trasparenza nei processi formativi e capacità di dialogare con un ecosistema sempre più digitale.
In sintesi, se realtà pubbliche e private di primo piano li utilizzano da anni,il motivo risiede nell’esigenza reale di rendere le competenze visibili, affidabili e spendibili. Per le organizzazioni che non li hanno ancora adottati, guardare a questi esempi significa cogliere un’opportunità concreta per valorizzare meglio il proprio lavoro formativo e connettersi ad una rete parlando lo stesso linguaggio delle istituzioni e delle aziende che stanno già costruendo il futuro delle certificazioni digitali.
Fonti
https://www.syllabus.gov.it/portale/web/syllabus/news?idNews=61891
https://www.mondodigitale.org/formazione/certificazioni
https://www.cuoa.it/digitalizzazione/?srsltid=AfmBOooflDK20IucwI7HXBQTXT1WSRxGHTrZ4UXxnLOsXeQQgICGQoNW#:~:text=Quali%20Open%20Badge%20rilascia%20CUOA,Business%20School
https://sanoma.it/formazione/badge-digitali#:~:text=La%20nostra%20formazione%20ti%20riconosce%21