L’UNESCO parla di Open Badge

Per anni si  è parlato di Open Badge solo all’interno di una cerchia ristretta, con una minima speranza che potesse mai arrivare ad un pubblico più grande. Ad  oggi però il pubblico è molto più ampio ed anche l’UNESCO dedica attenzione a questa tecnologia, riconoscendone il valore. E quando un’organizzazione internazionale come l’UNESCO accende i riflettori su un tema, significa che non siamo più davanti a una semplice sperimentazione, ma a qualcosa di valido e fondato. 

Nell’articolo rilasciato, si descrive gli Open Badge come uno strumento che consente di riconoscere e valorizzare i risultati dell’apprendimento in modalità digitale, flessibile e verificabile. Il concetto di competenza non si limita ai titoli accademici tradizionali, ma include anche le competenze acquisite attraverso l’esperienza lavorativa, la formazione continua e i percorsi informali. In altre parole, tutte le competenze che un individuo possiede, anche al di fuori dei canali convenzionali, possono finalmente essere rese visibili e riconosciute. Le skills personali di un individuo possono finalmente trovare un valore accertato e riconosciuto. 

Le parole dell'UNESCO e la loro importanza

La questione non riguarda esclusivamente la definizione degli Open Badge, ma anche i soggetti che ne discutono. L’UNESCO, sin dalla sua fondazione, ha concentrato i suoi sforzi su tematiche quali l’educazione, l’inclusione e l’accesso alle opportunità. La consapevolezza che le trasformazioni in atto nel mondo, ovvero le competenze che acquisiscono  una rilevanza paragonabile, se non superiore, ai diplomi tradizionali, fanno sì che gli Open Badge siano uno strumento utile. L’apprendimento diventa un processo continuo e diversificato, che si svolge in contesti e modalità molteplici.

L’UNESCO apre l’articolo dicendo: “L’istruzione formale tradizionale è oggi messa alla prova dai rapidi cambiamenti derivanti dalla globalizzazione, dalle tendenze demografiche e dalle migrazioni” e continua affermando: Gli Open Digital Badge sono una delle soluzioni innovative, che hanno il potenziale per sviluppare nuovi metodi e sistemi di certificazione in grado di acquisire, riconoscere e convalidare un’ampia gamma di risultati di apprendimento”.
Questo riconoscimento conferisce credibilità a una tecnologia già esistente, funzionante, in continuo sviluppo e ampiamente utilizzata in molteplici contesti internazionali, sebbene non ancora adeguatamente nota al grande pubblico. In conclusione afferma: “Questo è un nuovo modo di raccontare il valore delle persone”.
Un linguaggio digitale, trasparente e comprensibile anche oltre i confini nazionali.

Una tecnologia del presente, non del futuro

Gli Open Badge non sono fantascienza né una moda passeggera. Fanno già parte del nostro presente, anche se spesso non ne siamo coscienti. Il fatto che un’istituzione come l’UNESCO li consideri un indice tangibile per misurare e riconoscere le competenze, li rende comprovati. Per coloro che operano nel settore dell’istruzione, del lavoro, dell’orientamento o dello sviluppo delle competenze, questo è un messaggio chiaro: il modo in cui raccontiamo ciò che sappiamo fare sta cambiando. E gli Open Badge, oggi ancora poco noti, stanno diventando uno dei linguaggi più promettenti per tale scopo. Quando anche l’UNESCO ne discute, diventa rilevante iniziare a prestare attenzione.

Fonti